Quando si parla di auto per famiglie, la scelta tra SUV, station wagon e monovolume nasce dall’esigenza di conciliare spazio a bordo, capacità di carico, comfort nei lunghi viaggi e sicurezza in ogni condizione. Ogni tipologia di carrozzeria interpreta questi bisogni in modo diverso: le station wagon puntano su una guida intuitiva e “bassa”, le monovolume massimizzano l’abitabilità in altezza e la modularità degli interni, mentre SUV e crossover aggiungono una posizione di guida rialzata e una maggiore versatilità d’uso. Non stupisce quindi che, nel tempo, i gusti degli automobilisti si siano spostati da un formato all’altro, accompagnati da un’offerta sempre più ampia da parte di costruttori come Renault, Dacia e Nissan.
L’evoluzione dei gusti degli automobilisti ha portato le Case costruttrici a orientare le forme delle autovetture alla ricerca di rinnovati successi commerciali. Dalle station wagon alle MPV alle SUV in un paio di decenni.
Che forma ha l’automobile? Se escludiamo i modelli più sportivi, che sono disegnati per fendere l’aria opponendo la minor resistenza aerodinamica possibile cercando nel contempo di creare la deportanza necessaria per “incollare all’asfalto” le ruote, i disegnatori hanno sempre cercato un ragionevole equilibrio tra eleganza e versatilità, accentuando l’uno o l’altro valore a seconda del marchio e del modello. Nell’ambito delle vetture a vocazione familiare, le station wagon hanno conosciuto un’evoluzione che le ha portato a dismettere i panni del veicolo da lavoro per artigiani e piccoli commercianti, senza troppi riguardi per lo stile, per assumere linee e forme più ricercate ed eleganti, nella scia di una produzione, quella dell’industria statunitense, che ha per prima fatto diventare modaiole le “giardinette”, subito seguita da una Casa scandinava.
Station wagon: guida intuitiva ma non sempre lo spazio abbonda
Nell’offerta Renault, fino a pochi anni fa si potevano incontrare almeno tre station-wagon, la Clio Sporter, la Megane SW e la Talisman Sport Tourer, modelli molto validi nel rapporto tra ingombri esterni e volume dell’abitacolo, con bagagliai ampi e ulteriormente espandibili grazie al divano posteriore sdoppiato asimmetricamente e abbattibile in due parti separate. Oggi né Renault né Nissan presentano giardinette nelle rispettive gamme, il che impone a chi si fosse affezionato a quei modelli di cercarli nell’usato, per esempio nel programma di usato garantito e ricondizionato Renord Prime.
Il vantaggio delle station wagon è rappresentato soprattutto dal baricentro posto in posizione ribassata rispetto a quanto accade su monovolume e SUV-crossover. Questo migliora sensibilmente la stabilità, soprattutto nelle situazioni in cui si è costretti a repentini cambi di traiettoria che innescano bruschi trasferimenti di carico. Ne deriva che l’auto resta più fedelmente ancorata alla traiettoria impostata, con benefici facilmente intuibili a livello di sicurezza e anche comfort, visto che l’escursione della scocca è inferiore e più controllata rispetto alle vetture “a ruote alte”, evitando così fastidiosi dondolamenti.
Più spazio in altezza per passeggeri e bagagli nelle monovolume
Il mondo delle monovolume, da parte sua, è sempre stato un feudo Renault, da quando, correva l’anno 1982, debuttò la prima Espace, che inventò letteralmente un segmento di mercato del tutto assente in Europa. Con una lunghezza nell’ordine dei 4 metri e mezzo una MPV come la prima Espace vantava un vano bagagli di dimensioni multiple rispetto a quello delle station wagon di pari formato della stessa epoca. Inoltre, l’intelligente sfruttamento degli spazi interni rende più conviviale ogni situazione e ogni spostamento, rendendo la monovolume particolarmente indicata per i viaggi di famiglia o con gli amici. Renault, dopo il successo della prima Espace, ha saputo ampliare il successo di questa tipologia di autovettura ripetendo la stessa formula su modelli di dimensioni più compatte, dapprima la Mégane Scénic (in seguito solo Scénic) e in seguito la Modus, mentre nel segmento inferiore era la prima generazione della Twingo a crearsi una reputazione tale da divenire un autentico fenomeno di costume. Dagli anni Novanta e fino a un paio di anni fa le monovolume hanno rappresentato una presenza dominante nel listino Renault fino alla loro evoluzione in chiave SUV-crossover, proprio con l’Espace che, con la sua quinta generazione, si è evoluta conservando l’abitabilità fino a 7 posti, adottando però una carrozzeria a ruote alte derivata da quella della Austral, prima crossover di segmento C e motore full-hybrid della Casa francese. Le monovolume presentano il vantaggio di uno spazio abitabile superiore alle station-wagon soprattutto a livello di altezza di carico, visto che sono più sviluppate verso l’alto. Dalle monovolume ha preso il via anche l’offerta dei sedili scorrevoli anche in seconda e terza fila, soluzione poi ripresa di SUV e crossover, con il risultato di proporre abitacoli davvero riconfigurabili in numerose varianti con un numero quasi illimitato di opzioni, da 2 a 7 posti laddove previsti. Dal punto di vista del comfort e della tenuta di strada le MPV concedono qualcosa alle station wagon proprio per il baricentro più alto che comporta da un lato una migliore accessibilità ma dall’altro, generalmente, un assetto meno piatto con qualche oscillazione in più della scocca.
Accattivanti nello stile, spaziose e sicure: suv e crossover dominano la scena
Crossover e SUV rappresentano una sorta di quadratura del cerchio, il risultato di mezzo secolo di evoluzione delle station-wagon e delle monovolume. Nella gamma Renault sono divenute quantitativamente dominanti, visto che oggi fanno parte di questo segmento di mercato Captur, Symbioz, Austral e l’attuale generazione della Espace, mentre in casa Dacia si trovano Duster e Bigster, mentre Nissan propone, in questa categoria, la terza generazione della Qashqai e la quarta della X-Trail. L’altezza minima da terra maggiore rispetto a station-wagon e monovolume consente di percorrere più agevolmente strade sterrate o molto innevate, oltre a fornire un’accessibilità migliore rispetto a berline e station-wagon. Importante è non sopravvalutare però le qualità off-road della SUV o crossover: al di là dello schema di trazione con l’eventuale soluzione 4x4 presente sui modelli Nissan, è fondamentale la presenza delle protezioni sottoscocca alla coppa dell’olio e agli organi di trasmissione per evitare danni molto gravi alla vettura, con riparazioni onerose all’orizzonte. Basta infatti una pietra appuntita, magari non visibile chiaramente dal posto guida, per porre termine a un’escursione appena fuori dalle strade principali. In ogni caso è necessaria una gommatura adeguata all’ambiente da affrontare: pneumatici termici (invernali) sulla neve e coperture M+S sullo sterrato più impegnativo e sul fango.
Dal punto di vista dell’abitabilità le SUV e crossover di ultima generazione propongono, quasi sempre, il meglio del mondo delle monovolume e delle station-wagon, con abitacoli configurabili con una certa libertà grazie a divani posteriori sdoppiati e scorrevoli e da eventuali terze file di sedili sfruttabili eventualmente solo in parte per creare zone di carico lunghe, all’occorrenza, più di tre metri. Quanto ai consumi, crossover e SUV sono, a parità di piattaforma e motorizzazione, solo leggermente meno parsimoniose delle station-wagon dello stesso segmento di mercato; addirittura possono essere le dimensioni della gommatura e la presenza eventuali accessori a modificare la situazione, a volte anche a favore dei modelli a ruote alte. Considerazioni simili nel caso del confronto tra crossover e SUV con le monovolume: queste ultime presentano una superficie frontale maggiore che ne penalizza aerodinamica ma bastano pochi accessori energivori per azzerare le eventuali differenze.